Raphael

Sustainaibility Manager nel fashion e nel lusso

La sostenibilità richiede passione, impegno, dedizione e soprattutto formazione ed informazioni continue. Per questo motivo Raphael ha scelto di affinare ed arricchire le competenze della figura che in azienda si occupa di sostenibilità, controllo di gestione e certificazioni, un ruolo sempre più cruciale ed importante per le aziende che vogliono perseguire obiettivi di business sostenibile. 

Dopo circa due mesi di corso, a numero chiuso, ed un esame finale, è stato rilasciato l'attestato di Sustainability Manager, che certifica le competenze acquisite (il corso infatti è certificato AICQ SICEV) e che permette l'inserimento della figura nel rispettivo registro.

https://www.4sustainability.it/registro-sustainability-manager/

Pubblicato

1 Luglio, 2022

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INSTA

Orgogliosi di essere…chimicamente sicuri!

In un mercato in cui si parla molto di sostenibilità le imprese del Made in Italy sono già più sostenibili di altre loro concorrenti. La storicità, la legislazione europea esistente in merito di tutela ambientale, il rispetto della salute degli addetti e la regolamentazione dei rapporti di lavoro, oltre che il regolamento REACH, concorrono a questo risultato. Numerosi brand, inoltre, diffondono "capitolati di sostenibilità" privati in merito all'uso di determinate sostanze chimiche, aumentando così il numero di test di laboratorio sul prodotto finito a tutela della salute e dell'ambiente.

Per abbracciare le esigenze di sicurezza del prodotto tessile, garantire assistenza su determinate sostanze e rispondere in modo putuale e scientifico alle richieste, l'Associazione Tessile e Salute (che vanta nel Consiglio Direttivo l'Istituto Superiore di Sanità, Camera Nazionale della MOda Italiana, CNA Federmoda, Federchimica, Sistema Moda Italia, ECU European Consumer Union), collaborando dal 2001 con Ministero della Salute, MiSE, ICE, ONU e IWTO ed alcuni dei maggiori brand del lusso Made in Italy, ha messo a punto le Linee Guida sui requisiti eco-tossicologici per gli articoli di abbigliamento, pelletteria, calzature ed accessori. 

Per garantire la messa in sicurezza delle filiere, imprese e brand e monitorare con tracciabilità e trasparenza il ciclo produttivo, Tessile e Salute predispone, per ogni azienda, un piano di controlli analitici mirati presso laboratori terzi certificati, al fine di creare un network di imprese e dati analitici, e mappare l'intera produzione; un'ispezione da parte di un ente di terza parte, poi, garantisce il rispetto dei criteri di trasparenza, tracciabilità e conformità alle Linee Guida, permettendo così il rilascio all'impresa e/o al brand di una certificazione.

Ethic-et è il marchio di certificazione europeo, che distingue i prodotti realizzati con determinati requisiti di qualità ed eco-tossicità, valido su tutto il territorio UE, che garantisce al consumatore affidabilità, tracciabilità della filiera e dei fornitori grazie ad un preciso Disciplinare Tecnico di Ispezione, valutazioni oggettive analitiche ed ispezioni da enti accreditati.

In sintesi, Ethic-et tutela la salute del consumatore, tutela l'ambiente, riduce i rischi per le imprese, promuove aziende e filiere trasparenti ed un consumo informato e consapevole.

Siamo quindi orgogliosi di aver ottenuto il marchio Ethic-et, grazie al quale possiamo definirci chimicamente sicuri nei confronti dei consumatori.

 

Nella sezione "Sostenibilità" è possibile visionare il certificato Ethic-et rilasciato

 

Pubblicato

31 Maggio, 2022

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Notizia

La sostenibilità è anche diversità ed uguaglianza

La sostenibilità non è solo tutela dell'ambiente e salvaguardia della natura, ma è anche diversità, uguaglianza, rispetto ed antidiscriminazione.

Le buone pratiche aziendali che ogni giorno vengono messe in atto per creare un prodotto di qualità e valore contemplano anche la sostenibilità, parola la cui etimologia deriva dal francese "souvenir" (sostenere, supportare), sociale.

Nell'Agenda 2030, che racchiude i 17 obiettivi di sviluppo, non ci si è solo focalizzati sul tema ambientale, ma il concetto si è sempre più ampliato abbracciando anche l'inclusività sociale.

Promuovere l'uguaglianza di genere, il rispetto dei diritti umani, l'accettazione della diversità, il rifiuto di discriminazioni e disuguaglianze garantisce quella coesione sociale che permette di non lasciare indietro nessuno creando benessere per tutti, indipendentemente che si tratti un ambizioso progetto globale o di un altrettanto ambizioso progetto aziendale. 

Per garantire l'impegno concreto verso i Sustainable Developments Goals, molti standard di sostenibilità e certificazione di prodotto stanno inserendo all'interno una serie di indicazioni mandatorie per la responsabilità sociale, garantendo così il rispetto del triangolo della sostenibilità: ambientale, economica e sociale. 

In questa ottica di visione sinergia e multidisciplare della sostenibilità, anche noi ci siamo assunti l'impegno di agire per una moda sostenibile, sottoscrivendo e condividendo una serie di politiche interne volte a tutelare e garantire la diversità, i diritti e le libertà di ciascuno.

I documenti sono consultabili nella sezione "Sostenibilità" del nostro sito internet.

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17 Maggio, 2022

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BSamply, la piattaforma B2B dell’industria del fashion

Per festeggiare i primi 50 anni di attività, Raphael ha scelto di approdare su BSamply, la piattaforma che digitalizza la moda B2B e che mette in contatto fornitori, confezionisti e brand.

Questa giovane startup, fondata nel 2017, permette di allestire degli showroom virtuali sempre aperti, all'interno dei quali scambiare informazioni e contatti con clienti e fornitori, con facilità, rapidità e riduzione dei costi.  Ma non solo, all'interno della piattaforma è possibile allestire anche la sezione "stock service" relativa a prodotti fine vita o di collezioni passate, che possono essere utili sia a giovani stilisti per capsule collection o serie vintage, così come per rimettere in circolo in modo sostenibile tessuti che altrimenti finirebbero al macero.

Ecco perchè Raphael ha scelto BSamply: dinamismo, rapidità, praticità ed economia circolare.

Raphael è raggiungibile sul portale BSamply tramite l'App dedicata o cliccando sull'immagine qui sotto

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22 Aprile, 2022

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Copia di Formazione Sustainability Manager (1270 × 720 px)

Un lavoro in ascesa: Sustainability Manager

Nella classifica stilata da LinkedIn dei 25 lavori in ascesa negli ultimi 5 anni, il ruolo di Sustainability Manager occupa la quinta posizione.

Questa figura, dalle competenze trasversali, e maggiormente rappresentata dalle donne, si occupa, in qualsiasi settore, di tutte le strategie di implementazione di sostenibilità all'interno dell'azienda, sia in riferimento alle tematiche ambientali, sia in riferimento alle politiche sociali e di governance.

Le posizioni aperte per questo ruolo sono numerose, non solo in Italia ma anche all'estero, ed in particolar modo la crescente richiesta è dettata dalla sempre maggiore responsabilità che hanno le imprese nel rispetto ed adeguamento ai SDGs (Sustainable Development Goals) delle Nazioni Unite ed alla creazione di valore pretesa dal mercato, mosso da consumatori sempre più attenti e competenti in tema di sostenibilità, in particolar modo tra le nuove generazioni.

La nascita di questa figura è piuttosto recente ed in continua evoluzione ed il suo ruolo all'interno delle aziende è ormai imprescindibile nell'ambito di qualsiasi strategia di management aziendale: ecco perchè il Sustainability Manager opera in uno spazio molto più ampio rispetto alla mera sostenibilità ambientale. Ad essa infatti si affiancano quella sociale ed economica, per una gestione sempre più sostenibile delle risorse.

Il Manager della Sostenibilità è quindi una persona (o un team di persone) in continua formazione ed aggiornamento, e un preciso e profondo conoscitore dei processi e comportamenti aziendali, al fine di rendere questi ultimi sostenibili sotto tutti i punti di vista. Una skill non trascurabile è la capacità di comunicazione: il concetto di sostenibilità e la sua rilevanza devono essere infatti comunicati a tutti i livelli aziendali ed agli stakeholders, così come imprescindibile dal ruolo è l'intervento in decisioni strategiche e di programmazione, sulle quali vengono impostati obiettivi e traguardi. La poliedricità di questa figura richiede una professionalità con requisiti ed attitudini che spaziano dalle competenze tecniche del settore, alle capacità organizzative e di leadership, ma anche capacità analitiche e di rendicontazione; una soft skill particolarmente apprezzata è l'attitudine al multitasking ed al problem solving.

La formazione di questa figura, quindi, è particolarmente importante, e attinge da percorsi di studi tecnico-scientifici (ingegneria, chimica, biologia...), manageriali (project management), ma anche giuridico-economico. Trattandosi di un profilo "emergente" non esiste un albo professionale, tuttavia è stato recentemente istituito un Registro (per il settore moda e lusso) in cui la figura viene inserita al termine del completamento del corso (e del relativo esame finale) "Sustainability Manager: la produzione sostenibile nella moda e nel lusso" certificato AICQ-SICEV, Organismo di Certificazione del Personale riconosciuto da ACCREDIA, ed erogato da Process Factory, società specializzata nel settore.

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2 Marzo, 2022

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Report GOTS 2021

Il report GOTS 2021 circa l'andamento e l'impatto della certificazione di sostenibilità ambientale ed etico-sociale per i prodotti biologici (organic) è stato recentemente divulgato, evidenziando ottimi risultati ed apprezzamenti.

A 20 anni dalla sua nascita, la certificazione GOTS vede un cospicuo aumento tra i sottoscrittori dello standard, registrando +53% rispetto al 2021 nel nostro Paese e collocando così l'Italia al secondo posto nel mondo nella classifica delle Nazioni che maggiormente hanno aderito a questo stringente standard volontario; a precederci, la Turchia con una crescita del 61% rispetto al 2021.

L'apprezzamento, da parte di brands e consumatori, per i prodotti di origine organica (bio) certificati GOTS evidenzia la sensibilità verso non solo tematiche ambientali ma anche di salute dei produttori e lavoratori dell'intero comparto del fashion, che scelgono materiali privi di OGM, senza prodotti chimici altamente nocivi (come formaldeide o coloranti azoici), che impiegano un ridotto consumo di acqua o ne garantiscono un completo riciclo, dal campo al prodotto finito.

Siamo orgogliosi di far parte di questa grande famiglia che ogni giorno contribuisce alla crescita sostenibile del nostro Paese.

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23 Febbraio, 2022

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www.milanounica.it ITA

Raphael è presente su E-Milano Unica Connect

Grazie alle opportunità offerte da e-MilanoUnica Connect, il marketplace digitale di Milano Unica, le possibilità di incontro e relazione proseguono online anche dopo la conclusione della manifestazione.

Il marketplace tessile e accessori per l’abbigliamento di Milano Unica integra e completa l’esperienza della fiera, permettendo alle aziende e ai buyer di mantenersi in contatto e sviluppare business in maniera continuativa e da ogni luogo.   

La Pagina Aziendale di Raphael è a vostra disposizione all’interno di e-MilanoUnica Connect: qui potrete sfogliare il Catalogo Digitale, scoprire le novità, effettuare ricerche approfondite e contattarci direttamente per richiedere informazioni e campionature, fissare appuntamenti via chat o videochiamata ed effettuare ordini.

Per accedere a e-MilanoUnica Connect basta richiedere le credenziali di accesso a questo link https://www.milanounica.it/it

Vi aspettiamo su e-MilanoUnica Connect per tutta la stagione, dandoci appuntamento alla prossima edizione di Milano Unica.

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8 Febbraio, 2022

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Première Vision feb. 2022

Abbiamo il piacere di incontrarVI presso il nostro stand 6B4 per presentarVi

la nuova collezione primavera/estate 2023.

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7 Febbraio, 2022

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INSTAGRAM 6

Milano Unica feb. 2022

Abbiamo il piacere di incontrarVI presso il nostro stand C35 PAD16 per presentarVi

la nuova collezione Primavera/Estate 2023.

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28 Gennaio, 2022

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Le “Rose di Atacama” soffocate dal fashion

Il deserto più arido della Terra si trova in Sudamerica, tra il Perù meridionale ed il Cile Settentrionale.

Atacama, il luogo il cui le precipitazione annue non superano i 2.1mm di pioggia, è una stretta lingua di terra, abbracciata dalla cordigliera delle Ande, in cui il costante stato di alta pressione impedisce la formazione di nubi. 

Le forti escursioni termiche tra giorno e notte (dai 40 gradi diurni ai 5 gradi notturni) e rilievi con altitudine di circa 2000 metri, rendono Atacama un deserto unico al mondo; l'unicità di questa area geografica è accentuata, ogni sei/sette anni, da un tappeto di fiori viola e bianchi, che si estende su una superficie vastissima, e perdura per circa tre mesi (Settembre-Dicembre). El Nino, infatti, il vento che soffia sul territorio andino, porta la poca pioggia necessaria alla fioritura delle "Rose di Atacama" che rendono questo posto il "deserto fiorito". 

La fioritura del deserto, ormai ridottasi a macchia di leopardo, meno persistente e sempre più rara, è minacciata non solo dal cambiamento climatico, ma anche dal costo ambientale della moda.Il deserto di Atacama, così arido e così poco affine alle condizioni di vita umana, è infatti diventato la più grande discarica a cielo aperto di scarti del mondo del fashion; scarti che, solo per l'Italia, rappresentano circa 240.000 tonnellate pari a 36 milioni di euro.

Si stima, infatti, su base europea, che il consumo di abiti, accessori e prodotti tessili, si aggiri intorno a 10 kg pro-capite; con una raccolta mirata, si potrebbero recuperare quasi 5 kg pro-capite l'anno di scarti tessili, anzichè spedirli dall'altro capo del mondo e rendere immondizia un così raro e spettacolare patrimonio ambientale. Inoltre, 1 kg di abiti usati riduce di 3,6 kg le emissioni di anidride carbonica, di 6.000 litri il consumo di acqua, 0.3 kg di fertilizzanti e 0.2 kg di pesticidi. 

Per ridurre l'impatto ambientale dei nostri scarti è però necessario allestire una coerente filiera dalla raccolta differenziata allo smistamento (selezione dei capi per tipologia fibrosa, separazione di accessori quali bottoni, fibbie), dalla sfilacciatura dei tessuti alle successive operazioni necessarie  a ridurre i materiali post consumo in fibre o in polimeri ri-filabili.

Ricordiamoci che si può differenziare la frazione tessile dei nostri rifiuti domestici e non: il CONAU, Consorzio Nazionale Abiti Usati raccoglie infatti abiti dismessi da destinare al riciclo, pratica ancora poco conosciuta e poco pubblicizzata in Italia (la percentuale di abiti raccolti in Italia si attesta allo 0.22%) ma che diventerà obbligatoria entro il 2050.

Nel deserto di Atacama affiora la gigantesca scultura dell’artista cileno Mario Irarrázabal, una mano umana che esprime una disperata richiesta di aiuto inascoltata. Quando scartiamo un capo di abbigliamento, prendiamoci del tempo per smaltirlo in modo corretto, informiamoci sulle modalità e punti di raccolta (siano essi a scopo di riciclo o di aiuto umanitario): una nostra scelta superficiale può creare importanti conseguenze a migliaia di chilometri da noi. 

 

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19 Novembre, 2021

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